Boycott Trend Micro

Per favore tenete a mente che i testi presenti su questo sito sono stati scritti molto prima che il Parlamento Europeo respingesse la direttiva proposta sui brevetti software in data 6 luglio 2005. Aggiorneremo i testi di questa campagna web piu' avanti.

Il pensiero è libero!

In aggiunta a tutte le altre motivazioni, la natura del software stesso non permette la brevettabilità. La logica alla base della programmazione dei computer è una combinazione di matematica e logica verbale e per questo merita di essere libero quanto la libertà di parola.
Ci sono dei motivi per cui non esistono i brevetti in ogni campo della creazione intellettuale. I brevetti sono attribuiti su motori e farmaci, ad esempio, e non per le opere letterarie, la musica o la pittura. In teoria, non si dovrebbero attribuire brevetti su formule matematiche, e non ne otterrete sicuramente uno se doveste scoprire un nuovo elemento chimico o un pianeta oltre Plutone. É corretto garantire un monopolio temporaneo su determinate invenzioni mentre è assolutamente fuori discussione per altre.

I brevetti sul software limitano la libertà di espressione, e si tratta di una libertà troppo importante perché la si possa sacrificare alla "mafia dei brevetti" e alle grosse lobby industriali. Ci sono alcuni che sostengono che il software sia "ingegnerizzato". Nella pratica, il software è scritto. Un programma consiste di parole, numeri e simboli matematici. Nessuno dovrebbe essere limitato, nello scrivere programmi, da brevetti che proibiscano di implementare il pensiero di qualcuno in qualunque modo.

"La natura del software è che esso è uno scritto, un'espressione di idee matematiche. La legge sul diritto d'autore protegge questa forma di espressione, e lo fa senza richiedere procedimenti costosi e che richiedano molto tempo."
Douglas Brotz, Scienziato Principale, Adobe Systems (1994)
L'applicazione dei brevetti al software è sbagliata quanto lo sarebbe estenderli alla letteratura. Se esistessero i brevetti su elementi di un racconto, nessun film potrebbe essere pubblicato senza la verifica preventiva che non esista alcuna idea nel soggetto brevettata da qualcuno nel corso degli ultimi 20 anni. Ecco un esempio. Apparentemente Dirty Dancing e Titanic sono due film molto diversi. Tuttavia, se fossero esistiti i brevetti sugli elementi di una storia, i produttori di Dirty Dancing avrebbero potuto denunciare lo studio responsabile della produzione di Titanic. In entrambi i film c'è una scena in cui un ragazzo povero trascina una ragazza ricca da un party di gente dell'alta società a un party di poveri dove lei si diverte parecchio. Dirty Dancing fu pubblicato solo nove anni prima di Titanic, quindi ogni brevetto sarebbe stato ancora valido. Nessuno sa se James Cameron avesse quella scena di Dirty Dancing in mente quando scrisse la sceneggiatura di Titanic. É anche possibile che Cameron non abbia mai visto Dirty Dancing. In ogni caso il brevetto (se fosse esistito) sarebbe stato applicabile contro di lui.

"I governi e i contasoldi non devono proibire l'accesso ai nostri stessi pensieri -- nemmeno quando li eseguiamo con l'aiuto di simboli su carta o con simulazioni al calcolatore o con programmi al computer"
Jim Warren, Consiglio di Amministrazione, Autodesk (1994)
Tutti questi giuristi che richiedono aggressivamente la possibilità di applicare sempre più brevetti dovrebbero considerare una volta sola cosa significherebbero per la loro professione i brevetti. Un legale che scrive un contratto per risolvere un certo problema svolge un lavoro molto simile a quello di un programmatore. Il programmatore scrive linee di codice che si referenziano tra di loro e contengono definizioni, e un contratto è sostanzialmente la stessa cosa. Gli avvocati sono liberi di scrivere qualunque cosa risolva il problema finché non rubano nulla. Ai programmatori deve essere concessa la stessa libertà.

Anche i giornalisti dovrebbero porsi la stessa questione. Nonostante molti giornalisti comprendano la problematicità dei brevetti software, ce ne sono comunque alcuni convinti del fatto che i brevetti software sarebbero necessari per proteggere i diritti dell'autore. Il lavoro del giornalista è protetto da diritto d'autore, e la stessa cosa avviene per il lavoro del programmatore. Il lavoro del giornalista non è in alcun modo limitato da brevetti nella struttura di un articolo o da brevetti su determinate espressioni. I programmatori dovrebbero avere la stessa libertà dei giornalisti.

Tutto ciò che noi oppositori dei brevetti software chiediamo è semplicemente ciò che viene garantito a scrittori e giornalisti: non vogliamo rubare nulla, ma se creiamo qualcosa in modo del tutto indipendente non vogliamo che nessuno con un brevetto in mano ci possa derubare.

Cliccate per scoprire a cosa si riferisce o meno il termine "mafia dei brevetti"



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