Boycott Trend Micro

Per favore tenete a mente che i testi presenti su questo sito sono stati scritti molto prima che il Parlamento Europeo respingesse la direttiva proposta sui brevetti software in data 6 luglio 2005. Aggiorneremo i testi di questa campagna web piu' avanti.

L'alibi dell'armonizzazione

È certamente desiderabile avere un sistema legale uniforme all'interno di un unico mercato quale quello europeo. Ciò viene chiamato armonizzazione. Alcuni utilizzano questo giusto obbiettivo come scusa per perseguire altri scopi.
La discussione non è se l'Unione Europea debba armonizzare le leggi sui brevetti con il software, ma quali debbano essere le conseguenze di una tale armonizzazione. È vero che l'applicabilità dei brevetti software cambia tra i vari stati europei, e anche all'interno di alcuni di essi. Questo fatto mostra quanto sia discutibile la pratica di concedere brevetti da parte dell'ufficio brevetti europeo.

Affinchè si possano armonizzare le leggi sui brevetti con i brevetti software, una direttiva europea deve portare chiarezza. Stranamente, molti tra i propositori di una direttiva con diverse falle per permettere i brevetti software, dicono di sostenere gli scopi di tale armonizzazione. Tuttavia, se ciò fosse veramente quello che desiderano, spingerebbero per una direttiva che offre un livello massimo di chiarezza in un modo o nell'altro. O i brevetti software vengono espressamente permessi oppure no. Se non vengono permessi, la direttiva deve farlo in modo cristallino e chiaro, e questo porterebbe a leggi nazionali consistenti e uniformi in tutta l'Unione Europea. Non è molto credibile spingere per un'armonizzazione ma opporsi ad una definizione molto chiara di cosa sia brevettabile e cosa non lo sia. La brevettabilità non può essere definita in modo chiaro senza specificare anche a cosa si estendono i campi "tecnici". Fino a quando sarà possibile categorizzare praticamente qualsiasi cosa come "tecnica", una direttiva farà solamente chiarezza da una parte a discapito di un'altra.

È un punto di vista molto unilaterale quello di sostenere che a meno che la propria posizione non venga accettata, non ci saranno accordi, e per questo motivo deve essere accettata. Nel processo legislativo dell'Unione Europa, il consiglio europeo e il parlamento europeo devono trovare un accordo comune. Alcuni degli stati membri (i quali sono rappresentati nel consiglio europeo) difendono certe decisioni sostenendo che erano le uniche possibili per raggiungere un accordo su una direttiva. Una tale posizione potrebbe essere presa del parlamento europeo e i suoi sostenitori in qualsiasi momento, e quindi non è certo un buon motivo.

Quello che l'Europa merita è una direttiva che si liberi dei brevetti software. Se le alternative dovessero sancire l'effettiva brevettabilità del software, e magari per decenni, sarebbe meno dannoso se il processo legislativo terminasse senza risultato alcuno. Certo, non sarebbe la migliore di tutte le possibilità, ma in certe circostanze causerebbe certamente meno danni all'economia europea che una direttiva con conseguenze disastrose. L'armonizzazione è un'obbiettivo da perseguire, ma può attendere se necessario. Sono molti gli ambiti in cui l'Europa non ha raggiunto l'armonizzazione tra i vari paesi. Ad esempio le tasse, che non sono uniformi tra tutti i paesi europei.

Cliccate qui per saperne di più sulla bugia secondo la quale i brevetti software sono necessari per rendere le aziende europee competitive con quelle statunitensi



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