Boycott Trend Micro

Per favore tenete a mente che i testi presenti su questo sito sono stati scritti molto prima che il Parlamento Europeo respingesse la direttiva proposta sui brevetti software in data 6 luglio 2005. Aggiorneremo i testi di questa campagna web piu' avanti.

Cos'è un brevetto?

Un brevetto è una forma di protezione di un'invenzione. Si tratta di un accordo di scambio tra la società e un'inventore. L'inventore svela l'invenzione al pubblico e in cambio riceve il diritto esclusivo, limitato nel tempo, di trarne un profitto.
Qualche secolo fa, un inventore era costretto a tener nascoste le proprie intenzioni per poterle sfruttare economicamente. Per esempio, una persona che avesse scoperto un farmaco non avrebbe diffuso alcuna informazione sul procedimento seguito nel realizzarlo. In questo modo però l'inventore finiva per portarsi nella tomba delle informazioni estremamente importanti.

Il termine "brevetto" ha una radice latina che significa letteralmente "essere aperto". Il sistema dei brevetti fu creato per incentivare gli inventori a svelare le loro creazioni. L'inventore manda una descrizione della propria invenzione all'ufficio brevetti e, se l'esaminatore dei brevetti e l'ufficio stesso valutano che si tratti di una creazione dal reale valore innovativo, l'ufficio gli assegna un brevetto. Tutti i brevetti assegnati sono censiti in un registro.

In cambio della pubblicazione dell'invenzione, la legge sul brevetto concede all'inventore il monopolio dell'invenzione nell'arco di un limitato periodo di tempo. Per tutto questo periodo il detentore del brevetto ha diritto esclusivo sull'invenzione (attualmente questo periodo è di 20 anni). Trascorso questo intervallo di tempo l'invenzione diventa di pubblica proprietà.

"Il beneficio derivante da situazioni di monopolio anche limitate è troppo dubbio perché ci si opponga alla loro generale soppressione"
Thomas Jefferson, terzo Presidente USA
Il monopolio temporaneo rappresenta un diritto estremamente potente nelle mani del detentore del brevetto. Egli può impedire ad altri di applicare le conoscenze protette dal brevetto. Se necessario, il detentore del brevetto può fare ricorso a un tribunale per richiederne l'applicazione. Egli ha anche la possibilità di vendere i brevetti o concedere licenze (cioè il permesso di utilizzarli), ed è libero di fissare a suo piacimento i prezzi per ciascuna di queste transazioni.

Questa forma di protezione porta con se un certo numero di problemi. Il più importante è che c'è la possibilità di "violare" un brevetto semplicemente ignorandone l'esistenza. Colui che per primo registra un'idea effettivamente la possiede, e può far valere questo diritto non solo contro coloro che cerchino di rubargli effettivamente l'idea ma anche contro coloro che autonomamente partorissero la medesima idea in un momento successivo alla registrazione della stessa. Poter dimostrare di aver partorito l'idea in maniera del tutto autonoma e senza essere a conoscenza dell'esistenza di un brevetto non ha alcun valore legale. Vi trovereste colpevoli di violazione di brevetto in ogni caso e, nella peggiore delle ipotesi, potreste anche finire in carcere.

La ragionevolezza, l'onestà e il beneficio per la società della risoluzione relativa ad una violazione di brevetto dipende dall'invenzione stessa. Se si tratta di un'invenzione particolarmente ingegnosa è accettabile che si cerchi di tutelarla. In questo caso sarebbe infatti estremamente improbabile che qualcun altro partorisse la stessa idea nel corso dei 20 anni successivi. Tuttavia al giorno d'oggi ci ritroviamo con milioni di brevetti e una piccolissima parte di questi riguarda innovazioni realmente importanti.

"La legge sui brevetti garantisce agli inventori diritto esclusivo su una nuova tecnologia in cambio della pubblicazione della stessa. Questo non è appropriato per processi industriali come lo sviluppo del software dove le innovazioni si susseguono rapidamente, si possono realizzare senza ingenti investimenti di capitale e tendono ad essere combinazioni creative di tecniche note in precedenza."
Policy sui brevetti di Oracle Corporation
In certi settori il sistema dei brevetti funziona meglio (o meno peggio) che in altri. Ci sono proteste contro i brevetti in ogni campo. La gente protesta contro i brevetti sui geni umani, per questioni etiche e perché simili conoscenze dovrebbero essere patrimonio comune dell'umanità. Le piccole e medie imprese dei settori tecnologici vedono con i loro occhi come i colossi siano riusciti a pervertire il sistema dei brevetti per utilizzarlo come arma strategica.

Gli aspetti negativi del sistema dei brevetti sono comunque tollerabili in quelle aree in cui se ne tragga anche un beneficio tangibile. La maggior parte degli economisti nutrono dei dubbi nei confronti del sistema dei brevetti, mentre gli avvocati (che potenzialmente potrebbero trarne un guadagno) tendono a difenderlo. Se c'è un'area dove gli economisti ritengono che il sistema dei brevetti possa portare a degli effettivi vantaggi, questo è il settore farmaceutico. La ricerca in questo campo è estremamente costosa e nessuno investirebbe centinaia di milioni nella creazione di un singolo prodotto senza un qualche meccanismo di solida tutela. In tutti gli altri settori ci sono forti indicazioni secondo cui il sistema dei brevetti causi più svantaggi che benefici. Per quanto riguarda il software avrebbe solo degli effetti deleteri.

Cliccate qui per andare alla pagina iniziale della sezione Base di questo sito web.

Oppure cliccate qui per vedere altri esempi di brevetti software europei che non si sarebbero mai dovuti assegnare



Leave a comment on our forum (external)
Apr. 2007: New Patent Proposals: Single EU patent law good for US giants, bad for small EU firms >>
Feb. 2007: EPLA contradicts EU law >>
Jan. 2007: EU Council Presidency - SME call for change in patent policy >>
Dec. 2006: NoSoftwarePatents.com - Forum available again >>
Dec. 2006: Commission's DG Internal Market achieves Worst Lobby Award >>
Dec. 2006: FFII President says current patent system not sustainable >>
Dec. 2006: McCreevy laments unpopular EPLA >>
Nov. 2006: Patent industry writes ICT task force report "on behalf of SMEs"
  >> FFII press release
  >> Techworld article
Nov. 2006: FFII announces the European Patent Conference (EUPACO): "Towards a New European Patent System" >>
Oct. 2006: European Parliament turns around EPLA resolution >>
Mar. 2006: Software patent critics respond to EU Commission's consultation paper on patent policy
  >> FFII press release
  >> Florian Mueller blog
Jan. 2006: EU software patents rear their ugly head again
  >> IDG article
  >> Euractiv article
  >> ZDNet article
Parliament says No to software patents >>
NoSoftwarePatents.com becomes an FFII platform
  >> Press Release
  >> ZDNet article
Creative Commons License 

  Català    Česky    Deutsch    Eesti    English    Ελληνικά    Español    Français    Italiano  
  Latviski    Lietuviškai    Magyar    Nederlands    Polski    Português    Suomi    Svenska