I brevetti software permetterebbero ad alcune grosse compagnie di monopolizzare determinati segmenti del mercato del software. Queste non dovrebbero più competere con prodotti open source o con PMI in fatto di sicurezza, stabilità e prestazioni.
É un errore dare la priorità ai concetti astratti del software rispetto alla loro implementazione.
Un buon software necessita un disegno di qualità superiore ed un'implementazione di elevata qualità. La migliore idea ha poco valore senza un'implementazione completa della stessa. Nessuno di noi vorrebbe vivere in una casa con un disegno architettonico rivoluzionario ma dove la porta d'ingresso non si chiudesse in modo sicuro, l'acqua penetrasse dal pavimento e l'energia elettrica saltasse in continuazione.
I brevetti software generalmente non coprono le grandi idee in ogni caso,
ma assumiamo per un attimo che sia così.
Anche in questo caso non sarebbe desiderabile la monopolizzazione di queste idee perché significherebbe che il primo a brevettare un'idea potrebbe annullare la competizione. Il proprietario di un brevetto potrebbe implementare l'idea in modo incompleto e assolutamente non ottimale e continuare ad essere l'unico ad offrire un'implementazione di quell'idea in assoluto. Quell'implementazione esclusiva potrebbe essere lenta, instabile e insicura ma continuerebbe a mancare un'alternativa per i 20 anni a seguire a meno che il possessore del brevetto non decidesse di permetterlo esplicitamente.
"La protezione combinata del software tramite la legge sul diritto d'autore e la legge sui brevetti, unita al metodo di sviluppo della maggior parte delle ditte e ad inefficaci normative relative alla perseguibilità delle stesse, favorisce lo sviluppo e la distribuzione massiva di software insicuro."
Robert A. Gehring, Università Tecnica di Berlino
La tesi secondo cui il software open-source sia implicitamente
più sicuro e più stabile è un tema piuttosto controverso.
Tuttavia è un dato di fatto che considerazioni relative sicurezza e stabilità sono i motivi che stanno alla base della scelta di impiegare software open-source in determinate applicazioni. Questo genera nei confronti di Microsoft e altri produttori di software una spinta competitiva molto forte. Se si desidera che gli annunci mensili dell'ultima vulnerabilità scoperta in Windows, Internet Explorer e Outlook abbiano termine bisogna che si garantisca un mercato ad elevata competitività.
I brevetti software rendono pericolosa
la pubblicazione di codice sorgente.
Indipendentemente dal fatto che il codice sia reso disponibile con una licenza di software libero come la GPL o una qualunque altra licenza, la possibilità di ispezionare il codice contribuisce sicuramente alla sicurezza dell'IT. In questo modo, chiunque sia dotato delle conoscenze necessarie e mostrasse interesse alla cosa potrebbe individuare problemi di sicurezza presenti all'interno di un programma. In questo modo, tuttavia, per color che traggono profitto dai brevetti e per dei concorrenti maliziosi sarebbe molto più facile identificare e provare delle "violazioni" di brevetto. Se il brevetto di riferisce a qualcosa di particolarmente visibile, come una barra di avanzamento o un carrello virtuale per commercio elettronico, la "violazione" potrebbe essere facilmente individuata anche dall'esterno. Per quanto riguarda invece i brevetti relativi a meccanismi interni (come per esempio la gestione della memoria), è molto più difficile, se non praticamente impossibile, individuare una violazione se non si ha accesso al codice sorgente.
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