Boycott Trend Micro

Per favore tenete a mente che i testi presenti su questo sito sono stati scritti molto prima che il Parlamento Europeo respingesse la direttiva proposta sui brevetti software in data 6 luglio 2005. Aggiorneremo i testi di questa campagna web piu' avanti.

La bugia del software non protetto

Diverse grandi aziende affermano che i brevetti sono necessari per proteggere i propri sviluppi in campo software. Questa è una visione distorta, in quanto altri mezzi di tutela sono già disponibili.
Prima di tutto il software è tutelato dalle leggi sul diritto d'autore. Questo è vero per ogni software per personal computer come per quelli inclusi in dispositivi elettronici, ad esempio nei tomografi. Se un'azienda dice che senza brevetti il proprio software non è tutelato mente spudoratamente. Se il senso dell'affermazione è che le leggi sul diritto d'autore sono insufficienti, questa è ugualmente falsa: i maggiori produttori di software sono diventati quello che sono proprio grazie a tali leggi.

Mantenere riservato il codice sorgente del software è, anche a causa della complessità di alcuni software, un'altra forma di tutela. Non c'è nessuna legge che imponga la pubblicazione dei sorgenti. Alcuni li pubblicano volontariamente, ma questi sviluppatori open-source sono in ogni modo contrari ai brevetti software. Senza il codice sorgente è estremamente difficile per chiunque comprendere il funzionamento interno di un programma. E' necessario avere un livello di preparazione uguale, se non superiore, a chi ha sviluppato il programma originale per poterlo analizzare o scriverne uno equivalente da zero. Quindi, economicamente, non ha nessun senso rubare il codice di altri in queste circostanze.

"Il desiderio prevalente tra gli sviluppatori di software è quello di essere protetti dai brevetti più che essere protetti per mezzo dei brevetti."
Christian Cornelssen, FFII
Il software, inoltre, è protetto dal marchio di fabbrica. Un'azienda che introduce innovazioni beneficia da queste ultime migliorando la propria reputazione e rafforzando il proprio marchio. Questo permette sempre di potersi proporre a prezzi più alti della concorrenza che si limita a copiare le sue idee. Anche se non può sostituire la forma di protezione offerta dalle leggi sul diritto d'autore, va comunque tenuto in considerazione.

Mentre le leggi sul diritto d'autore sono una scelta consolidata e vincente per il software, quelle sui brevetti non sono ancora state valutate economicamente. Non c'è dubbio che la competitività e l'innovazione nell'industria del software abbiano ricevuto una spinta notevole dalle leggi sul diritto d'autore. Comunque, le ricerche effettuate non hanno ancora prodotto nessuna prova determinante riguardo i benefici che le leggi sui brevetti porterebbero all'economia e alla società. Come in molti altri casi, ci sarà un numero ristretto di entità che ne beneficeranno, ma la maggior parte degli economisti sono molto scettici sui benefici che la gente comune ne potrà ricavare.

Chi afferma che il software necessita di tutela tramite brevetti, tipicamente è chi lucra sui brevetti stessi. Ci sono alcune grosse aziende guidate da veri e propri "brevettomaniaci", ma nella maggior parte delle società è solo il dipertimento brevetti a spingere in tal senso. Dicono che le leggi sul diritto d'autore non tutelano a sufficienza perchè tali leggi non hanno per loro nessun vantaggio.

Gli sviluppatori vogliono essere tutelati dai brevetti e dall'uso improprio che ne può essere fatto contro di loro, non per mezzo di brevetti. La stragrande maggioranza vuole che il sistema dei brevetti venga mantenuto a debita distanza dallo sviluppo del software. Per loro gli immensi rischi ed i costi sostanziali introdotti dal sistema dei brevetti hanno un impatto così negativo che i potenziali benefici non hanno una rilevanza apprezzabile.

Cliccate qui per sapere perchè il fatto che le PMI possano utilizzare i brevetti software contro le grandi aziende non corrisponde a verità.



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